Anne McCaffrey

Ci sono mondi che una volta spento l’e-reader (o dopo aver chiuso il libro, come si diceva una volta) rimangono talmente impressi da far percepire una velata nostalgia verso una realtà altra che è riuscita a coinvolgere in maniera assoluta, a trasportare davvero altrove.
Una scrittrice capace di tale incantesimo è Anne McCaffrey, purtroppo mancata alla fine dello scorso anno e considerata una delle maggiori scrittrici di fantascienza: nel corso dei suoi 46 anni di carriera ha vinto il Premio Hugo e il Premio Nebula, il suo The White Dragon è stato uno dei primi romanzi di fantascienza ad entrare nella classifica dei bestseller del New York Times, le è stato conferito il titolo di Grand Master of Science Fiction nel 2005 e il suo nome è stato iscritto nella Science Fiction Hall of Fame nel 2006.
A livello internazionale sono state innumerevoli le testimonianze di stima e cordoglio e gli articoli commemorativi al momento della scomparsa, sia da parte di scrittori, editori, giornalisti, che di amici e fan. Pressoché sconosciuta e dimenticata in Italia, quasi nessuno l’ha rammentata se non con formali e sintetici trafiletti di circostanza.
Per questo motivo, ci tenevo a ricordarla almeno con una nota bio-bibliografica, sperando che solletichi in qualcuno il desiderio di avventurarsi nelle sue storie.

Anne Inez McCaffrey nacque nel Massachusetts il 1° aprile 1926; suo padre era un colonnello dell’esercito in pensione e sua madre era agente immobiliare. Nonostante i numerosi trasferimenti della famiglia in stati diversi, la giovane Anne si laureò brillantemente in Lingue e letterature slave, e in seguito provò ad impiegarsi nel teatro, sia come attrice che regista, e studiò canto per nove anni, passioni che si rifletteranno in maniera ricorrente in molti dei suoi romanzi.
Pur avendo iniziato a scrivere fin dai giorni della scuola, le sue prime storie pubblicate sono state Freedom of the Race, relativa a donne incinta di creature aliene, su Science-Fiction Plus nel 1953, e The Lady in the Tower su The Magazine of Fantasy and Science Fiction nel 1959; prove forse ancora un po’ acerbe ma che rivelano tanto le sue potenzialità narrative che la passione per il fantastico, il fantascientifico in particolare, e alcune tematiche peculiari della sua produzione.
Grazie anche al sostegno dei suoi editori e della sua agente, Virginia Kidd, si dedicò sempre più sistematicamente alla scrittura.

Ad inizio anni Sessanta iniziò a lavorare ai cinque racconti, stesi tra il ’61 e il ’69, che compongono The Ship Who Sang, la cui prima edizione originale è del 1969.

Il vero successo che cominciò a farla conoscere tra lettori e addetti ai lavori del mondo della fiction giunse nel 1967, allorché il suo Weyr Search fu pubblicato sulla rivista Analog Science Fiction and Fact, allora diretta da John W. Campbell, racconto grazie al quale vinse nel 1968 il Premio Hugo, prima scrittrice donna a ricevere questo prestigioso premio. Sulla medesima rivista, tra dicembre ’67 e gennaio ’68, fu pubblicata la novella successiva, Dragonrider, che valse all’autrice nel 1969 un altro autorevole riconoscimento, il Premio Nebula.
Benché nati come esperienze a sé, esortata dal suo editore a dare un seguito di maggior respiro alla storia, questi due racconti costituirono la prima parte di Dragonflight, romanzo pubblicato nel 1968 che costituisce il primo libro della sua saga più celebre, The Dragonriders of Pern, che consta di decine tra romanzi e racconti, i più recenti scritti insieme al figlio Todd.

Già nel 1967, tuttavia, era apparso il suo primo romanzo di fantascienza, Restoree, storia di una giovane rapita da alieni che si nutrono di cane umana.
Nel 1969 uscì Decision at Doona, primo di una trilogia completata soltanto negli anni Novanta insieme a Jody Lynn Nye, in cui per la prima volta viene nominata la Federation of Sentient Planets, scenografia e idea che torneranno e verranno citate in tante sue opere fantascientifiche, in riferimento all’organizzazione politico-sociale che si sarebbero dati nel futuro pianeti appartenenti anche a universi differenti.

Poco dopo il divorzio, nel 1970 Anne si trasferì in Irlanda e dovette affrontare alcuni anni difficili dal punto di vista personale, familiare ed economico – per problemi finanziari fu costretta a cambiare spesso casa e città e ad attingere a fondi di beneficenza –, situazione che pesò anche sulla scrittura, che attraversò una fase di stallo.
Dopo essere riuscita a concludere e a far uscire entro il 1971 Dragonquest, soltanto nel 1978 vide la luce The White Dragon, entrambi appartenenti alla saga di Pern.
The White Dragon fu il romanzo che definitivamente la consacrò al successo, vendendo da subito un cospicuo numero di copie ed entrando a quasi dieci anni di distanza nella classifica della rivista Locus dei 33 migliori romanzi fantastici.

Grazie alla notorietà acquisita, le venne richiesto di comporre qualcosa anche per il mercato degli young adult: nacquero così le prime storie che confluirono in The Crystal Singer, primo della trilogia di The Crystal Universe, e i tre romanzi della cosiddetta The Masterharper of Pern, sempre ambientata nel mondo omonimo e che inaugurò la fattiva collaborazione con la casa editrice Atheneum Books.

Gli introiti provenienti dalle ultime pubblicazioni le permisero di acquistare la sua Dragonhold, una tenuta nella contea di Wicklow così chiamata in onore dei suoi amati draghi che le diedero la possibilità di coronare tale sogno, ove visse da allora dedicandosi principalmente alla scrittura e all’allevamento di cavalli, rispondendo alle numerose lettere dei fan e degli amici, partecipando a convention e presentazioni.
Raccogliendo e rielaborando racconti già scritti, dedicandosi a narrazioni nuove da sola o insieme ad altri autori e al figlio Todd, da allora la McCaffrey proseguì a raccontare storie legate al ciclo di Pern e a scrivere altre saghe e libri − ad esempio, per citarne una minima parte, la serie di Ireta, i due cicli che compongono The Talents Universe, che ruota attorno a individui che hanno sviluppato capacità telepatiche e telecinetiche destinati a divenire parte integrante del sistema di connessione di una società interstellare, la saga di Acorna scritta principalmente con Elizabeth Ann Scarborough.

Anne McCaffrey è mancata il 21 novembre 2011 all’età di 85 anni.

Seconda parte